Il piacere è peccato, e qualche volta il peccato è un piacere !
In origine il FALLO, cioè il pene in erezione, era considerato un dio a cui venivano dedicati riti e preghiere, per secoli è stato oggetto di potere, tabù, mistero.
Il termine fallo, nelle religioni pagane era il simbolo cosmogonico del membro virile in erezione, deriva dal latino phallus, dal greco phallós, da connettersi alla radice del sanscrito phalati (= germogliare, fruttificare) o alla radice phal (= gonfiare).
La psicanalisi lo ha posto al centro della vita mentale, e anche nel linguaggio primeggia: l'organo sessuale maschile ha 1.047 sinonimi (40 più della vagina), per esprimere i concetti più disparati, dalla forza (cazzuto), all'imbecillità (cazzone).
Per l'etimologia PENE deriva dal latino penis , coda, poi membro virile, (da pes; cfr. il sanscrito vedico pasas, membro virile, greco pésos, lituano písti, coito) e possiede una energia incontrollabile e misteriosa, in grado di procreare. Secondo l'antico grammatico Festo, penis deriverebbe da pendere, perché pende come una coda.
Per i Greci ed i Romani il pene era simbolo di potere: nell'antica Roma, spesso le dimensioni e la forma del pene agevolavano la carriera militare.
Proprio tra i Romani, inoltre, il pene fungeva da portafortuna.
Il fascinum era un amuleto fallico contro il malocchio da appendere al polso.
Di qui il gesto scaramantico di "toccarsi" (o di toccare il corno, a forma fallica) per attingere energia.
Antichi amuleti portafortuna gallo-romani di forma fallica :